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Wonder Boys – ragazzi sorprendenti


Titolo: Wonder Boys - ragazzi sorprendenti
Nazionalità: Giappone-Gran Bretagna/ Usa/ Germania
Durata:112 min
Sceneggiatura: Steve Kloves
Fotografia: Dante Spinotti
Effetti:FTed Andre
Musiche: Artisti Vari
Cast:
Michael Douglas, Tobey Maguire, Frances McDormand, Robert Downey jr.

Note/Curiosità:
Indirizzo sito ufficiale :
http://www.wonderboysmovie.com/
produzione: Mutual Film Company, Paramount Pictures
distribuzione: Warner Bros
Premio Oscar per la miglior canzone
Scheda critica:
Un ragazzo disfatto dall'alcol (e non solo) che esce da un pub sorretto dal suo professore e dal suo editor per poi vagare in piena notte su una macchina che non si sa a chi appartenga; un signore che telefona alle tre di notte al marito della sua amante per confessare il suo amore.
tutto questo è sorprendente, come tutto ciò che ruota attorno ai due protagonisti, a metà fra il reale e l'irreale, fra il verosimile e il paradossale, perchè da bravi scrittori di successo quali sono vivono due vite: una si forma nelle parole e continua nella mente e nei gesti, l'altra da questi nasce e nelle parole trova l'immortalità. E' per questo che tutto sembra nebuloso, inafferrabile: fin dalla prima scena non si sa se la voce che si sente narri il film o sia unopera letteraria in esso contenuta e poi di tutte le parole che dicono i personaggi non si capisce quali siano vere e quali parte di un enorme sogno che avvolge tutto, vita e libri, rendendoli un qualcosa di unico e continuo.
La difficoltà di capire non è solo di noi spettatori, ma anche e principalmente del Prof. Tripp (Michael Douglas), famoso per un libro pubblicato in tempi remoti e ora docente di scrittura creativa: questi non riesce a distinguere il sottile confine che separa realtà e finzione sia negli scritti che nella vita di uno dei suoi alunni, il geniale James Leer (Tobey Maguire, "Le regole della casa del sidro") che per passione si impara a memoria i tempi e i modi dei suicidi degli uomini dello spettacolo. Il ragazzo, che frequenta il corso di scrittura solo per conoscere il professore, trascorrerà con lui momenti allucinanti; d'altra parte la voglia di evadere, di rifugiarsi nella scrittura, di crescere di James è parallela alla crisi di Tripp (all'inizio il prof. si sente un po distratto, forse -lui dice- sarà perchè quella mattina lo ha lasciato sua moglie). Le due storie vengono condotte rimanendo sul limite fra cinema e metacinema tanto che si concludono in modo fiabesco, prevedibile, irreale; e vengono anche descritte così, come se fossero proprio i personaggi a sognare la loro vita, ben consapevoli dell'enorme lontananza che li divide dalla realtà.
Wonder Boys è stato definito dal regista, Curtis Hanson (L.A. Confidential), un romanzo di formazione, che affronta la crisi di mezzetà di un uomo che è anche scrittore. Così ai problemi di matrimoni e amanti si aggiunge l'enorme successo raggiunto in passato grazie ad unopera così eccellente da dover temere di non poter più realizzare niente di simile. Il professore ormai da anni è prigioniero di questa situazione e più passa il tempo più ci sprofonda, divenendo quasi incapace di uscirne. Saranno anche i suoi ragazzi ad aiutarlo, a fargli notare che sfogliando l'opera che sta scrivendo si sente che manca qualcosa: da quelle pagine che sono diventate più di duemila - contro le trecento programmate- traspira un'incapacità di scegliere. Eppure lui lo sapeva, lo insegnava quanto fosse necessario compiere delle scelte, ma poi non ci riusciva. (Tutto questo viene osservato da una sua innamorata allieva interpretata da Katie Holmes famosa per la sere tv "Dawson's Creek"). Fondamentale e stupenda è la musica di Bob Dylan che gli ha valso il premio Oscar per la miglior canzone (73 Annual Accademy Awards): al brano principale "Things Have Changed", scritto appositamente per il cinema, si affiancano Buckets of Rain, Shooting Star, Not Dark Yet, Oh Mercy! e Time Out of Mind. Ma questa parte non è tutta affidata a Bob Dylan, vi Watching The Wheels appartenente a Double Fantasy, l'album pubblicato da John Lennon poco prima della sua tragica morte, e poi pezzi di Neil Young, Buffalo Springfield, Leonard Cohen, Van Morrison. Canzoni scelte con cura che contribuiscono notevolmente a descrivere la psicologia dei due protagonisti.
L'ultima opera di Curtis Hanson è tratta dall'omonimo libro (di grandiosa fama negli USA) di Michael Chambon; la versione cinematografica (scritta da Steves Kloves a cui dobbiamo I favolosi Baker) ne conserva le situazioni paradossali che stimolano spesso risate, a volte riflessioni.
a cura di:
Gherardo Vitali Rosati