Home   Cinema    Film Database    Il figlio di Bakun

Cinema

Film Database

Il figlio di Bakun

Titolo: Il figlio di Bakun?n
Titolo originale: Il figlio di Bakun?n
Anno: 1997
Regia di: Gianfranco Cabiddu/td>
Nazionalità: Italia
Durata: 95 min.

Sceneggiatura: Gianfranco Cabiddu dal libro omonimo di Sergio Atzeni
Fotografia: Massimo Pau
Effetti: F
Musiche: Franco Piersanti
Contatti:
Cast:
Fausto Siddi, Renato Carpentieri, Paolo Bonacelli, Simona Cavallari

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:
Disponibile anche in
“Il lavoro è la nostra preghiera???. Finisce così, con questa frase recitata come il bilancio di una vita personale e collettiva, il film di Gianfranco Cabiddu dedicato alla leggendaria figura di Tullio Saba. E’ uno dei momenti più toccanti del film, l’istante supremo in cui ogni uomo vede come per incanto la sua vita intera passargli davanti ali occhi: gioie, dolori, vittorie, sconfitte, amori, lotte.
La vita di Tullio Saba potrebbe riassumere tutte queste tracce di esistenza in un unico lungo racconto duro e avvincente, la sua vita, appunto, e il film che cerca di ricostruirla sotto forma di inchiesta, per così dire, sentimentale.
La forma scelta da Cabiddu è quella di un insolito film inchiesta, condotta da un misterioso interlocutore che intende ricostruire la vita di Saba attraverso le interviste a testimoni (più o meno veri) che giurano di avere un ricordo, un aneddoto, un pezzo della loro vita legato al passaggio di questo strampalato e coraggioso lottatore, leggendario personaggio della Sardegna degli anni ’40 e ‘50.
Pian piano allora si ricostruisce la storia di questa vita: figlio del ciabattino Antonio Saba (detto Bakunin per la mai sconfessata fede anarchica), Tullio è prima minatore, poi capopolo antifascista, infine sindacalista e politico attivista del Partito Comunista. Ma anche, a modo suo, avventuriero, donnaiolo impenitente, ladro, ribelle, generoso e profittatore, bugiardo, cantante, rissaiolo ecc… Ma il film non si ferma al biografismo, ricostruisce, utilizzando spesso immagini di repertorio, trent’anni di storia italiana, anzi sarda, dal Ventennio alla fine degli anni Cinquanta: dalla dura vita nelle miniere alla guerra, dal sindacato ai traffici del dopoguerra, dai comizi comunisti alle balere.
Prodotto da Giuseppe Tornatore, amico personale di Cabiddu, Il figlio di Bakunin rappresenta un originale tentativo di riprendere un’ interessante tradizione forse troppo frettolosamente messa da parte dal cinema italiano, e cioè il filone “civile??? o storico-politico, quello di Pietro Germi, per intenderci. E’ doveroso però puntualizzare il fatto che questo ritratto di Saba è edulcorato e “alleggerito??? non solo dall’impianto drammaturgico del film, ma anche dalla voluta dubbia autenticità delle voci che compongono l’inchiesta, sospesa tra mito e realtà, e dunque del ritratto finale del personaggio.
Il ritratto della realtà rappresentata è spesso quello di una Sardegna chiusa, forse retriva, ma saldamente legata ad archetipi sociali e modelli di vita tradizionali che sono retaggio degli uomini d’oggi. Naturalmente Cabiddu ha lavorato con “l’occhio??? che gli è più congeniale, quello dell’antropologo-poeta per realizzare un film fortemente segnato dalla cronaca, ma anche interessato dallo strumento poetico che è proprio del mito classico.
“Punto di partenza??? si annota “è una nuova responsabilità e impegno verso i temi della cultura d’origine, nella convinzione che quanto più un’opera affonda le proprie radici nell’Italia delle regioni e nei nodi della sua storia recente tanto più ha le carte in regola per parlare al mondo???.
E ciò vale, naturalmente, ancor di più per un personaggio per cui “la rivoluzione era ancora un fatto romantico???. Sembra davvero un’altra Italia.
A cura di:
Marco Luceri