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Inseparabili


Titolo: Inseparabili
Titolo originale: Dead Ringers
Anno: 1988
Regia di: David Cronenberg
Nazionalità: Canada
Durata: 118 min.

Sceneggiatura: David Cronenberg e Norman Snider
Fotografia: Peter Suschitzky
Effetti:
Musiche:

Cast:
Barbara Gordon, Heidi Von Palleske, Genevive Bujold, Jeremy Irons

 

 

Primo film di Cronenberg riconosciuto dalla critica come "autoriale", Inseparabili racconta del morboso legame tra due gemelli omozigoti, Elliot e Beverly Mantle, ginecologi noti per le loro ricerche sulle tecnologie mediche. Cresciuti sempre assieme, i due condividono, con fredda curiosità, ogni tipo di esperienza, dal lavoro alla vita domestica, dalla ricerca alla vita sociale.
La narrazione, cronologicamente lineare, si sdoppia e si moltiplica man mano che i gemelli entrano in un mondo interiore, fatto di psicosi ed allucinazioni. Causa scatenante, in apparenza, il rapporto che lega Bev a Claire Niveau, attrice e paziente, amante perversa e materna, "anomalia" sospesa tra mostruosità e bellezza interiore per una malformazione uterina. La donna giunge come elemento distruttore, incarnando il desiderio di Bev di separarsi dal fratello, ma portando anche alla luce l'inscindibilità del rapporto tra i due. Il trauma dell'indipendenza si somma all'improvvisa partenza di Claire ed all'assunta tossicodipendenza di Bev, il risultato è una spirale di ossessioni ed allucinazioni che coinvolgono, man mano, entrambi i gemelli. Ambiguo come sempre, Cronenberg rilegge il concetto di coppia giocando con la geometria dei rapporti: i due gemelli vedono se stessi come un'unica entità, riconoscendosi nei primi gemelli siamesi, Claire, ignara vittima dei due, li vede come un unico essere schizofrenico, gli estranei non li distinguono uno dall'altro, o forse, davvero, Elliot e Beverly non sono altro che emanazioni della stessa follia. La psicosi prende il posto, come in Spider, del conflitto organico/inorganico tipicamente cronenberghiano, per dare maggiore spazio al conflitto uomo/donna: l'approccio all'altro sesso mediato attraverso la scienza e la tecnologia, l'ambigua femminilit dei diminutivi con cui i due fratelli si chiamano reciprocamente, il complesso rapporto di entrambi con Claire, confluiscono nell'ossessione svilupparta da Bev di essere circondato da donne mutanti, anatomicamente "tutte sbagliate". La paura si trasforma in curiosità, l'amore in misoginia, il legame in rapporto simbiotico; gli ambienti asettici della clinica e dell'appartamento dei Mantle, la ritualità della vestizione del chirurgo, visualizzano il freddo autocontrollo necessario ai due protagonisti per affrontare il mondo esterno alla coppia, il loro rifiuto di ogni contatto umano. Il reciproco riconoscimento e la conseguente immagine dei gemelli siamesi esprime la visione della propria esistenza nel rapporto con l'altro, nella dipendenza fisica e caratteriale dalla propria immagine, come se non fosse possibile separare due esistenze connotate dallo stesso DNA. Il dubbio inserito da Claire dimostra l'incapacità dei due di pensarsi indipendenti, portandoli ad isolarsi dal mondo, a mettere in dubbio l'umanità stessa dell'Altro. La propria anomalia comporta un ribaltamento di percezione attraverso il riscontro dell'anomalia nelle donne visitate, ulteriomente distanti dai Mantle per la differenza di genere. All'ipotesi di una omosessualità latente si sovrappone la morbosa paura di una sudditanza dell'identità intellettuale a quella fisica, l'angoscia di trovarsi invischiati in una nuova forma di predestinazione, in cui l'essenza scritta indelebilmente in ogni cellula del nostro corpo.
A cura di Valeria Cicerone