Titolo: La ciociara
Titolo originale: La ciociara
Anno: 1960
Regia di: Vittorio De Sica/td>
Nazionalità: Italia - Francia
Durata: 110 min
Sceneggiatura: Cesare Zavattini dal romanzo omonimo di Alberto Moravia
Fotografia: G?bor Pog?ny
Effetti: F
Musiche: Armando Trovajoli
Contatti:
Cast:
Sophia Loren (Cesira), Eleonora Brown (Rosetta), Jean Paul Belmondo (Michele), Raf Vallone (Giovanni)
Indirizzo sito ufficiale :
Note/Curiosità:Il restauro. Il negativo della pellicola, restaurata insieme alla Scuola Nazionale di Cinema, con la collaborazione di Titanus e Surf Film e in accordo con l’Associazione Amici di Vittorio De Sica, presentava evidenti righe, pattinature (segni lasciati dai pattini delle macchine da stampa) e alcune lacerazioni del fotografico di cui una molto grave di 35 fotogrammi. È stato necessario recuperare un controtipo per trarne i fotogrammi da sostituire a quelli vecchi, irrecuperabili. Si è intervenuto con solventi speciali per eliminare una laccatura che, all’epoca, era stata stesa per proteggere il negativo ma che lasciava macchie più chiare visibili in proiezione.
Il negativo colonna presentava un inizio di “sindrome acetica??? che in breve ne avrebbe pregiudicato l’utilizzo. La colonna restaurata è stata ritrascritta su nuovi supporti dopo che computer digitali hanno eliminato tutti i disturbi presenti.
The restoration. The original negative, restored together with the Scuola Nazionale di Cinema, in co-operation with Titanus and Surf Film and in aggreement with Associazione Amici di Vittorio De Sica, showed visible lines, marks (left by the sprockets on the printing machines) and a number of cuts, including one serious cut of 35 frames. It was necessary to trace a negative duplicate in order to find the frames to replace those that had been lost. Special solvents were used to eliminate a lacquer that was used at the time to protect the negative but which left visible marks during projection.
The soundtrack was beginning to show signs of “acetic syndrome??? that in a short space of time would have undermined its use. The restored soundtrack has been transferred to a new support system after digital technology was used to eliminate disturbances.
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Ci sono, chissà perch?, momenti memorabili per il cinema, sintonie speciali: il 1939 per il cinema americano, il 1960 per quello italiano, allora il migliore del mondo. Ecco, d'un colpo solo, apparire La dolce vita, L'avventura, Rocco e i suoi fratelli, Kapò, Tutti a casa, Era notte a Roma. E La Ciociara, in inglese Two Women, che dal Natale '60 al giugno '65, incassò 1 miliardo e 550 milioni, record per l'epoca. Erano gli anni in cui il nostro cinema, cresciuto a distanza ravvicinata ma non troppo dalla guerra, ricominciava a mettere a fuoco il come e il perch? del fascismo e della lotta partigiana, a ragionarci su con l'intento di raccontare la storia. Ecco i film di Zurlini, Vancini, Pontecorvo, Montaldo, Loy, Puccini. Con la consueta complicità di Cesare Zavattini, De Sica, tornato alla regia dopo quattro anni (il suo ultimo film era stato Il tetto del 1956), rilegge il romanzo di Moravia pubblicato due anni prima, per darci un affresco dell'ultimo periodo dell'occupazione tedesca prima della Liberazione, un grande “spettacolo???, all'americana nel senso migliore, di dolore universale. Chiamando a viverlo, soffrirlo, interpretarlo con passione, la nostra diva più popolare, Sophia Loren - il nome sui titoli possedeva ancora l'esotica “acca??? - di cui egli fu il principale Pigmalione. La diva è Cesira, giovane vedova che nel '43, con la figlia Rosetta, si rifugia in campagna per sfuggire ai bombardamenti di Roma, mentre torna a Roma viene aggredita e violentata, con la figlia, da un gruppo di soldati marocchini parte dell'esercito americano liberatore. Sarà difficile poi, per madre e figlia, ritrovarsi.
De Sica racconta gli eventi con la precisione naturalistica di chi li ha vissuti, in un bianco e nero più vero e colorato del colore, la confusione morale e materiale del periodo, il pericolo quotidiano, la lenta agonia dei sentimenti e degli affetti di fronte al rischio, alla violenza, alla vigliaccheria. Naturalmente, se Sophia è la madre coraggio e il respiro narrativo è a gradimento internazionale, le scene madri, appunto, sono tutte sue, destinate a commuovere eternamente a ogni latitudine: il lessico familiare, i colloqui e le tenerezze con Eleonora Brown (giovane attrice italo-americana che di lì a poco si sarebbe ritirata dallo schermo), fino al brano sconvolgente del duplice stupro, in una chiesa fumosa di recenti rovine. La Loren, per questo film, il principale della sua carriera, vinse sia l'Oscar (seconda solo alla Magnani), sia il premio al Festival di Cannes nel '61.
There are moments in the history of the cinema which seem to have a special significance, 1939 for the American cinema and 1960 for Italian film, the moment when it was the best in the world. All at once appeared La Dolce Vita, L’Avventura, Rocco e i suoi Fratelli, Kapò, Tutti a Casa, Era Notte a Roma. And La Ciociara, in English Two Women, that between Christmas 1960 and June 1965 took more than 1.5 billion lire at the box office, a record at the time. It was a period in which the Italian cinema that had emerged and developed after the war began to look at the whys and wherefores of fascism and the partisan struggle and to begin to recount history. Films by Zurlini, Vancini, Pontecorvo, Montaldo, Loy, Puccini.
With the unstinting assistance of Cesare Zavattini, De Sica - making his first film in four years since Il Tetto of 1956 - put together a re-reading of the novel by Moravia, published two years earlier, and gives us a picture of the closing stages of the German occupation, immediately prior to the Allied Liberation. It was, in the best sense, a great “show???; a depiction of human suffering and sufferance. De Sica called on Italy’s most popular star to live, endure and infuse the film with passion, Sophia Loren, that plays the part of Cesira, a young widow who, in 1943, with her daughter Rosetta, flees to the countryside to avoid the bombings in Rome. On their way back to Rome, mother and daughter are assaulted and raped by a group of Moroccan soldiers, part of the American liberation forces. Mother and daughter subsequently struggle to find each other.
De Sica tells the story with a naturalistic precision of someone who has lived through such events in a black and white that seems more real and coloured than colour. The moral and material confusion, the daily hazards, the slow agony of feelings and relations against the constant threat of violence, cowardice are clearly marked. Loren is a sort of mother courage and her part and the story proved internationally popular. She is in all the most important scenes and managed to move viewers, wherever they came from with her down to earth language and tenderness towards Eleonora Brown, right up until the double rape scene, which takes place in a church that is still smoking from recent bombing. For Loren, it was the role of a lifetime and won her both an Oscar (second only to Magnani), and the best actress Prize at the Cannes Film Festival in 1961
