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Looney tunes – back in action


Titolo: Looney tunes - back in action
Titolo originale: Looney tunes - back in action
Anno: 2003
Regia di: Joe Dante
Nazionalità: U.S.A.
Durata: 91 min.

Sceneggiatura: Larry Doyle
Fotografia:
Effetti: Marshall Harvey, Rick W. Finney
Musiche: Jerry Goldsmith

Cast:
Daffy Duck, Bugs Bunny, Brendan Fraser, Steve Martin, Jenna Elfman, Timothy Dalton, Joan Cusack, Heather Locklear

 

 


Bugs Bunny e Daffy Duck salvano la Terra in questo nuovo, geniale film di Joe Dante, che ridà vigore all'animazione mista. Il cartooning Warner e la cinefilia dell'autore di Gremlins al potere! Voleva fare un biopic romanzato dedicato ai geni dell'animazione Warner, Joe Dante, ma quando i producer dello Studio gli hanno detto di no, proponendogli piuttosto Looney Tunes Back In Action, non s'è certo tirato indietro. La sua pellaccia cormaniana resistente, del resto, e il suo spirito forte, non c'era dunque da temere nel vederlo all'opera sul sequel di un film mancato come Space Jam (1996, di Joe Pytka): perfettamente a suo agio nello scavalcamento di mondi e dimensioni, sempre geniale nell'individuare con precisione il punto di fuga su cui sviluppare le sue prospettive alternative, ridisegnando la realtà come uno scenario in cui l'umano messo a confronto con la superfetazione del fantastico per ritrovare il perimetro esatto di un'umanità a rischio di estinzione. La miscela è quella giusta, dosando nelle dovute proporzioni un cast in carne ed ossa dalle potenzialità cartoonesche e il parco cartoon della Warner, notoriamente sregolato e fuori di testa nelle sue gradazioni di furbizia, irriverenza, surrealismo, cinismo e stupidità. La sceneggiatura di Larry Doyle compatta in 90 minuti un intreccio che mette a frutto tutte le sue potenzialità, spingendo gli eroi in un "road to" iperattivo, oltre i confini dell'avventura esotica e dello spionistico bondiano, sin dentro gli stilemi del blockbuster dazione, lasciando che ha dettare le regole del gioco siano i principi sanamente folli del cartooning. Molto più che in precedenti esperienze di "animazione mista", infatti, Looney Tunes Back in Action sceglie come punto di vista quello dei cartoon e lascia che siano gli umani ad interagire con i toons, invece del contrario. Badando per giunta a sottrarre carne ai corpi gi sufficientemente cartooneschi di Brendan Fraser e Steve Martin: il primo rimasto inscritto nel regno del fantasy sin dai tempi del notevolissimo Demoni e dei di Bill Condon; il secondo incredibile e geniale nella demenziale performance del Signor Presidente, grande capo della fatidica ACME, determinato a trasformare l'intera umanità in scimmie da utilizzare come forza lavoro e poi di nuovo come capitale, una volta riportate allo stadio di bipede pensante e acquirente. Un terribile piano di integrazione del mercato, cui si oppongono i campioni di Warner Cartoonia, Daffy Duck (appena licenziato dallo Studio per volere della nuova producer) e Bugs Bunny (intenzionato a farlo riassumere, più per perfidia che per amicizia), in compagnia del figlio di 007, guardia di sicurezza hollywoodiana dalle velleità di stuntman.Ce n'è a sufficienza per lasciar esplodere gli scenari in cartoonesche performance parigine (l'inseguimento surreal-impressionista al Louvre da antologia), escursioni nello spazio profondo e superlativi incontri con le principali star del fantasy/horror hollywoodiano pi classico, senza che Dante incorra minimamente nel pericolo di svilire l'ormai rara pratica della citazione cinefila. Looney Tunes Back In Action un modello di virtù cinematografiche tanto classiche da essere moderne, opera di un autore che del resto, fateci caso, non ha mai sbagliato un colpo.
A cura di:
Massimo Causo