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oasis
Titolo: Oasis
Titolo originale: Oasis
Anno: 2002
Regia di: Lee Chang-dong
Nazionalità: Corea del sud
Durata: 132 min.
   
Sceneggiatura: Shin Jum-hui, Cha Sun-young, Lee Chang-dong
Fotografia: Choi Young-taek
Effetti: Kim Hyun
Musiche: Lee Jae-jin
Contatti:  
Cast:

Ryoo Seung-wan, Sol Kyung-ku, Ahn Nae-sang, Moon So-ri

Indirizzo sito ufficiale :

Note/Curiosità:

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Oasis affronta, attraverso una nitida ed impietosa ritrattistica della Corea di oggi, il tema della difficoltà, da parte di due disabili, di far emergere nella società il loro sentimento di affetto e reciproca comprensione. Film dai toni amari ed inquieti, Oasis è un duro atto di accusa nei confronti della società coreana, nella quale sembrano farla da padrona valori negativi quali la ricerca esasperata del profitto l'intolleranza verso le diversità, l'alienazione. Tutti temi gi ampiamente trattati dal cinema asiatico, ma l'originalità di Oasis sta tutta nell'aver dipinto questo mondo come pesantemente presente nella storia e non come semplice sfondo alla vicenda dei due protagonisti. Le due famiglie coinvolte nel dramma dei due giovani appaiono composte da mediocri piccolo-borghesi, gente senza scrupoli, pronta a sfruttare il dolore altrui e spregiudicata nel privare con violenza le due giovani creature dell'unica ragione che forse le lega veramente alla vita, cio il sincero affetto che lega i loro cuori. Gradualmente allora, con il procedere del film, i due mondi, quello dell'amore e quello della società coreana, apriranno sempre di più il fossato che li separa, fino allo scontro, impari, del finale. Ai due poveri reietti alla fine non resterà che rifugiarsi in quell'oasi di sentimenti sinceri rappresentata dal loro amore; un'oasi per su cui non batte il sole, ma si allungano le tenebre. La scena finale, con il giovane che tenta di spezzare, con la sola forza della disperazione, i rami degli alberi (che impediscono alla luce di entrare dalla finestra nella camera da letto dell'amata) l'ultimo tentativo di raggiungere quell'oasi irrimediabilmente perduta, e con esso, tutta la volontà di affermare la propria dignità di uomo, prima che di amante. Opera molto interessante dell'emergente Chang-dong, Oasis deve molto della sua amarezza alla stupefacente performance attorica di Moon So-ri (nella parte della giovane disabile). La mimica del viso e del corpo, tesa a rendere di una credibilità inconfutabile la malattia della protagonista, appare di un realismo perfetto quanto atipico; lo spettatore crede di essere di fronte ad un'attrice disabile, ma in realtà (come si evince dalle poche sequenze oniriche in cui la giovane si immagina priva di malattie) è costretto a ricredersi: Moon So-ri sta solo (!) recitando, in splendida forma e credo ci regalerà nel prossimo futuro altre ottime prove. Come il cinema coreano, che da troppo tempo aspetta di uscir fuori dalla sparuta schiera di appassionati cinefili, per aprire al grande pubblico le proprie inquietudini.


A cura di
Marco Luceri