Titolo: The book of life
Titolo originale: The book of life
Anno: 1998
Regia di: Hal Hartley
Nazionalità: Francia - U.S.A
Durata: 63 min
Sceneggiatura: Hal Hartley
Fotografia:
Effetti: F
Musiche: P.J. Harvey, P. Comelade, David Byrne, Ben Watt, Yo La Tengo
Contatti:
Cast:
Martin Donovan (Jesus Christ), Polly Jean Harvey (Magdalena), Dave Simonds (Dave), Thomas Jay Ryan (Satan), Miho Nikaido (Edie), D.J. Mendel (Lawyer)
Indirizzo sito ufficiale :
Note/Curiosità:
Disponibile anche in
Gesù arriva il 31 dicembre 1999 all'aereoporto JFK di New York, accompagnato dalla sua assistente Maria Maddalena. E' stato mandato dal Padre per concretizzare la profezia contenuta nell'apocalisse. Insomma per decretare la fine del nostro mondo. Nel frattempo Satana si aggira nei bar di Soho alla ricerca delle anime pure da corrompere in extremis.
Tra il libro dell'apocalisse su computer portatile, stuoli di avvocati al servizio di Dio in terra, Satana dandy che veste firmato, un Gesù troppo distratto per perdersi dietro problemi pratici, il regista (nonchè sceneggiatore) offre una curiosa e personale interpretazione delle sacre scritture. Ma non bisognerebbe credere che si tratti solo del prodotto di un eccentrico; Hartley è troppo intelligente per cadere nell'autoreferenzialità fine a se stessa. Semmai si tratta di uno sperimentatore che rielabora la storia secondo canoni modernisti e contemporanei, girando su un supporto video digitale, successivamente gonfiato in un canonico 35mm. Prediligendo una fotografia particolarmente contrastata attraverso immagini offuscate e il sapiente impatto dei colori primari, inserendo nella colonna sonora oltre alle canzoni anche suoni...astratti.
Hartley, raccontano le biografie, è nato in una famiglia cattolica-irlandese in un sobborgo di Long Island New York. La sua carriera di filmmaker caratterizzata da molti cortometraggi, quasi tutti sperimentali e da una serie di film da noi quasi totalmente sconosciuti. In Francia, dove ha vinto anche un premio a Cannes, è invece considerato un talento da tenere d'occhio. Fatto sta che è rimasto sempre, nella sua ormai decennale carriera, un regista totalmente indipendente, tenendosi alla lontana da Hollywood e cercando un connubio soddisfacente tra i bassi budget e le proprie sceneggiature. Nonostante un notevole successo di pubblico ottenuto con "Henry Fool", una meditazione sul ruolo dell'artista nel contesto e nella cultura contemporanea, il progetto successivo è stato per l'appunto questo. "The book of life" è quindi un ritorno, per certi versi, allo sperimentalismo dei corti o dei primi film. Soprattutto visivo perchè alla fin fine la pellicola sembra essere più una favola moderna, eterea e vischiosa allo stesso tempo (con un Cristo che pare essere un pacato umanista liberale) che una commedia in grado di graffiare in modo originale su temi religiosi o sociali. Nonostante che vi siano momenti di humour piacevoli, su tutti la compravendita dell'anima in cambio di un biglietto della lotteria vincente, messo in scena dal diavolo nel Bar di un Hotel.
Per cui quale sarà l'aspetto trascendente di un opera per un verso così materialista e dall'altra, in fin dei conti, conformista? (Non si può prescindere dal fatto che dalla pubblicità, ai romanzi, ai videogiochi il processo di secolarizzazione abbia coinvolto il pensiero comune sotto forma di un uso sempre più vario delle figure classiche della religione e della spiritualità. Tant'è che oggi, nel mondo, molto più che in Italia, non si fa' più scandalo ma si diventa appunto i conformisti dell'anticonformismo e della ribellione).
Ci interessava cogliere e trovare un'espressione artistica che esprimesse questa commistione sempre più frequente tra iconografia tradizionale cristiana, secolarizzazione e bisogno di spiritualità. Che nel film, come nella realtà, non trova una via di uscita convincente, proponendo forse troppo poco, con un sopracciglio alzato, a soluzione dell'enigma esistenziale della fine del mondo.
Andando ancora oltre, potremmo chiederci, retoricamente forse, quale sarà il destino spirituale di un mondo dove si vende la propria anima per un biglietto della lotteria, o dove la discussione tra Gesù e Satana si riduce sterilmente a ricordare l'uno all'altro il proprio...licenziamento.
