Titolo: La commare secca
Titolo originale: La commare secca
Anno: 1962
Regia di: Bernardo Bertolucci/td>
Nazionalità: Italia
Durata: 100 min.
Sceneggiatura: Bernardo Bertolucci, Sergio Citti, Pier Paolo Pasolini
Fotografia: Gianni Narzisi
Effetti: F
Musiche: Carlo Rustichelli, Piero Piccioni
Contatti:
Cast:
Francesco Ruiu (Canticchia), Giancarlo De Rosa (Nino), Vincenzo Ciccora (sindaco), Alvaro D'Ercole (Francolicchio), Lorenza Benedetti (Milly), Emy Rocci (Domenica), Erina Troielli (Mariella), Marisa Solinas.
Indirizzo sito ufficiale :
Note/Curiosità:Il restauro. È stato necessario ricondizionare il negativo per eliminare le spuntinature e la sporcizia a inizio e fine rulli. Non sono state sostituite scene sul negativo originale, anche perch? la qualità di quest’ultimo era piuttosto buona.
La colonna è stata filtrata digitalmente per eliminare crepitii e piccoli botti dovuti all’usura da stampa, e ritrascritta su ottico per la stampa delle copie.
The restoration. It was necessary to recondition the negative to eliminate splits and dirt at the ends of the reels. Scenes on the original negative were not substituted, also because it was of reasonable quality.
The soundtrack had to be filtered digitally to eliminate crackle and booms caused by printing, and then re-recorded optically for the printing of copies.
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Tratto da un soggetto di Pasolini del quale Bertolucci era stato aiuto regista, è allo stesso tempo una fedele imitazione del mondo poetico del regista di Accattone e una sperimentazione del linguaggio del cinema del quale per la prima volta poteva disporre in un lungometraggio. Si respira sia il gusto di quella sensibilità inconfondibilmente pasoliniana - nell'osservazione dell’esistenza di emarginati allo stesso tempo miserabile e gioiosa -, sia il talento naturale di un occhio cinematografico libero dalle convenzioni del cinema medio e capace di una regia personale e rivelatrice. Il regista passa da sequenze d’impostazione documentaria a movimenti di macchina accuratamente studiati, perlustra gli spazi reali di un angolo del Tevere e del suo sottobosco ma costruisce il giallo attraverso una complessa e articolata costruzione di montaggio.
Interrogati sull'omicidio di una donna di strada, un ladruncolo, il compagno di una prostituta, e altri testimoni e indiziati, rendono testimonianza, dal loro punto di vista, della giornata in cui si è svolto il crimine. Fino all'individuazione dell'assassino: la "Commare secca" è la morte come viene chiamata in una poesia del Belli. La struttura del film richiama, abbastanza scopertamente, quella di un celebre film, Rashomon di Kurosawa, in cui la macchina da presa adotta il punto di vista dei protagonisti ricostruendo le loro menzogne. Bertolucci, invece, si appropria dei resoconti degli interrogatori, e delle piccole e grandi bugie degli indiziati, per rievocare una giornata qualunque, "Il passare del tempo, lo scorrere delle ore e la sensazione del giorno che finisce", in cui il delitto è un momento tra tanti e forse il più trascurabile. Non rinuncia, però, al notevole colpo di scena finale, l'arresto del colpevole in una scena di ballo (che preannuncia quelle, celebri, de Il Conformista e di Ultimo tango a Parigi), scandita dal rumore degli zoccoli dell'omicida al ritmo del cha cha cha.
Adapted from a story by Pasolini, with whom Bertolucci worked as a director’s assistant, this is a faithful imitation of the poetic world of the director of Accattone and, at the same time, his first opportunity to experiment with the language of cinema in a full-length film. Here we can see signs both of the unmistakable Pasolinian sensibility, in his observation of a world of outcasts and their miserable, yet at the same time joyous, existence, and of the natural talent of a film-maker’s eye that was free from the conventions of normal films and capable of a personal, revealing direction. The director jumps from documentary-style shots to accurately studied moving shots in exploring a small part of the River Tiber and its surroundings, although he constructs the mystery by the use of a complex, articulated editing.
Questioned about the murder of a prostitute, a petty thief, whose girlfriend is also a prostitute, and other witnesses and suspects tell the story, from their own points of view, of the day when the crime was committed. Up until the point when the murderer is identified, the “Commare Secca??? is death as described in a poem by Belli. The film’s structure specifically reminds us of Kurosawa’s Rashomon, where the camera adopts the point of view of the characters and reconstructs their lies. But Bertolucci uses the accounts of the interrogators, together with the small lies and big lies of the suspects, to evoke a normal day, “The passing of time, the passing of hours and the sensation of the day that ends???, in which the crime is just one moment among many, maybe even the least important. However, he doesn’t forsake the final surprise ending where the murderer is arrested in a dance scene (a forerunner of those famous scenes in Conformista and Last Tango in Paris), played out against the sound of the murderers shoes tapping out the rhythm of the cha cha.
